Formazione della prova in dibattimento secondo il codice di procedura penale

La formazione della prova in dibattimento (che, secondo il nuovo codice di procedura penale, è rimessa al potere di indicazione e di richiesta delle parti) è soggetta a precise e rigorose regole per assicurare, nella tutela del contraddittorio e dei diritti della difesa, a ciascuna parte, e in modo particolare all’imputato, la possibilità di conoscere, prima del dibattimento, le prove che l’altra parte vorrà fare acquisire, onde preparare la propria linea di difesa ed eventualmente chiedere prova contraria. Ne consegue che, in conformità della previsione di cui all’art. 468, comma primo, c.p.p., è inammissibile la richiesta dibattimentale del pubblico ministero di introdurre nel processo un testimone non indicato nella lista. Cass. II, sent. 12607 del 13-12-91 (ud. 23-10-91) rv. 188811.

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